Passato il santo, passata la festa recita un vecchio proverbio ed anche se questa volta è una Santa, la “festa” è dura a passare.

Ho passato insieme ai miei colleghi di squadra diverse ore buttati in mezzo alle strade di Catania, per devozione alla televisione che trasmetteva l’evento di Sant’Agata. Con me c’erano Gianni, Nicola, Vito, Ruben, Antonio e William: pochi uomini per un lavoro stressante che comunque abbiamo svolto sempre con il massimo impegno.

Però,  perché un però ci sta bene, una rifressione va fatta. In quell’orgia di uomini e donne, ragazzi e ragazze, bambini,  genitori, nonni, zii, amici o semplice conoscenti, la voglia di venerare la Santa non è mancata, e un fiume umano si è riversato per le strade, rendendo questa festa una delle più conosciute ed apprezzate al mondo.

Quello che stona in questa cornice sono alcuni dei partecipanti perché,  come mi viene confermato da diverse persone, quasi la maggioranza  di chi partecipa con la sacca bianca, di certo non si comporta da bravo cristiano e forse ha avuto problemi con la legge.

Chi partecipa, dovrebbe aver ricevuto la grazia

Mi dice il gestore di un chiosco di panini davanti alla stazione centrale dove alle 3 della mattina ceniamo con i colleghi.

Ed è possibile che la grazia l’hanno ricevuta tutti quanti? Mi sembra impossibile

Ma quando sentiamo i devoti disposti a portare una candela pesante anche 80kg sulle spalle per tutto il percorso di diversi chilometri, la versione è differente. C’è chi la porta per ricordare un parente o amico morto, chi per proseguire una tradizione di famiglia, chi per il semplice fatto di voler offrire il proprio sacrificio.

Ma perché offrirlo ed essere buoni come il panettone solo per pochi giorni,  e poi tornare nella propria scorza come se nulla fosse? Se lo chiedono molte persone che ho sentito durante le soste di quei giorni.

Il secondo tesserato all’associazione di Sant’Agata è Nitto Santapaola

Mi dice un amico con una faccia che dice 《capisci cosa stona?》

Nel film Mission, chi sfruttava gli indios, dopo aver ucciso in duello il fratello, decide di fare atto di penitenza risalendo il fiume zavorrato dalle sue armi per poi dedicare il resto della sua vita a Dio. Quindi in maniera ottimista, sarebbe bello pensare che qualcuno faccia quella sfacchinata solo per chiedere perdono alla Santa della città e poi rigare dritto, ma io sono un inguaribile sognatore e questi pensieri degni dei fratelli Grimm li faccio troppo spesso.

La verità è che la fede, quella vera, in quel luogo esiste a macchia di leopardo, e non è bello per chi invece ce l’ha pura e sincera. Stonano i soldi che potrebbero essere spesi per opere di bene ed invece vengono bruciati nello spettacolo pirotecnico: bellissimo ma inutile. Stona la gente che urla in continuazione 《cittadini, tutti devoti tutti》ed altre belle poesie alla ragazza martoriata ma che poi dal giorno successivo torna alle proprie attività non proprio lecite, come se nulla fosse. Stonano i genitori che portano i bambini anche di pochi mesi (io chiamerei gli assistenti sociali) sottoponendoli ad un inutile stress.

Ed allora qual è il senso della Festa di Sant’Agata?

Indubbiamente bella, molto caratteristica e colorita, fa impressione vedere il fiume umano ed il contorno. E forse un moderno pizzino? Oppure si va a ringraziare la Santa per avergli permesso di farla franca in qualche attività non proprio lecita. 

Io sono devoto alla Madonnina della Medaglietta Miracolosa, ma non vado alle processioni perché penso che da lassù,  se ti vogliono ascoltare, lo fanno anche se sei seduto sulla tazza del bagno. E non se sei una goccia di un fiume umano dove se l’acqua è inquinata, allora è inutile berla.



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