Il curriculum vitae è il biglietto da visita che un aspirante lavoratore porge al potenziale datore di lavoro affinché possa essere convinto che davanti ha il suo uomo di fiducia al quale affidare un incarico lavorativo. In questi ultimi anni si è sentito nominare sempre più spesso perché le Aziende, nelle offerte di lavoro, allegano la frase

gli interessati possono inviare il loro curriculum vitae…

In rete ci sono diversi modelli e programmi per la compilazione on-line. Alcuni a pagamento, altri gratuiti, qualcuno che salva un file .doc o .pdf compilabile oppure un’applicazione (anche per cellulari) che fa riempire dei campi specifici ed in automatico aggiorna il profilo per poi inviarlo via posta elettronica anche da cellulare e tablet. Molto utile per chi ha spesso cambi di occupazione.

Esiste anche il servizio Europass, con l’iniziativa dell’EuroCV, un’iniziativa della Direzione Generale Istruzione e Cultura dell’Unione europea per migliorare la trasparenza delle qualifiche e della mobilità dei cittadini dell’Europa, stabilendo un modello di CV standardizzato che possa andar bene non solo in Italia ma anche all’Estero.

Quasi tutti i modelli, invitano il candidato ad allegare nel CV una foto e questo, a mio avviso, è un errore perché non tutti hanno la cognizione di che tipo di foto va allegata.

Nel CV non può essere allegata una scattata per puro caso ma piuttosto realizzata da un fotografo professionista. In alcuni casi viene allegata una foto scattata al mare o durante una festa dove il soggetto ha in mano un bicchiere oppure occhiali da sole.

in quella foto sono venuto/a bene, mi piaccio. Metto questa…

Queste sono parole che non vanno mai pronunciate. Bisognerebbe andare da un fotografo professionista vestiti di tutto rispetto, chiedendo che venga eseguito un ritratto fotografico a regola d’arte.

Una volta realizzata “LA” fotografia (e non “UNA” fotografia intendendo con questo uno scatto realizzato per puro caso) e deciso di inserirla nel CV dobbiamo augurarci che la vedrà una persona seria. E qui i rischi sono 3:

  1. Il soggetto della fotografia non è propriamente bello/a,  anche se è la persona più adatta al lavoro offerto. Il datore però vuole una persona bella e quindi, a priori, boccia la candidatura senza neanche fare un colloquio o poche chiacchiere informali che potrebbero dare una possibilità a chiunque.
  2. La soggetta della fotografia è troppo bella e magari procace. Senza falsi moralismi è un punto rivolto solo alle donne con rarissime eccezioni per gli uomini. Il datore di lavoro magari è spinto da sentimenti poco nobili e decide di fare un colloquio con la candidata, lodandola e sperando magari che la promessa di un buon posto di lavoro convinca la ragazza a concedersi sessualmente. Ci sono svariati articoli a riguardo ed anche servizi televisivi. Non stupiamoci se poi, nelle stesse offerte di lavoro, ci sono richieste specifiche.
  3. Il ragazzo/a inserisce una foto perfetta ma risulta antipatico a pelle dal datore di lavoro che quindi decide di non incontrarlo oppure lo fa con pregiudizi, rendendo poi difficile la vita al lavoratore.

E’ quindi consigliabile non inserire alcuna fotografia nel CV e lasciare che sia l’esperienze, i titoli di studio, l’impaginazione e le parole scritte a far “solleticare” la curiosità di chi deve darci un posto di lavoro.

Ma questo è un consiglio da parte di chi ha scritto più di una volta il suo CV senza che nessuno poi lo leggesse perché preferiva dar fede alla conoscenza diretta piuttosto che a delle parole.

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