Non sono mai stato un buonista.

Sarà perché ogni volta che facevo qualche cosa che non dovevo, le punizioni scattavano senza alcuna pietà. Quando avevo circa 10/12 anni rubai delle liquirizie al negozio sotto casa; i miei mi scoprirono, mi misero in punizione e mi costrinsero a ripagare quelle poche caramelle che, a pagarle, avrei speso neanche 1.000£.

Diventato adulto ho dovuto fare i conti con il fisco, le tasse, la banca, la polizia municipale… ed anche avendo trovato molta comprensione, mi sono visto ricordare il dura lex sed lex (la legge per quanto dura è sempre legge).

Ecco perché i fatti sugli scontri a Roma in via Curtatone, dopo lo sgombro di 800 tra immigrati e richiedenti asilo, donne, uomini e bambini, mi lascia molto basito.

Si poteva evitare tanta violenza?

A detta di qualcuno si, come nell’articolo che ho linkato. Ma forse non è solo la violenza che va fermata. Prima di tutto andava vietato che quelle persone vivessero per strada oppure in una casa in maniera abusiva.

Attenzione: non uso il termine extracomunitario per esporre la mia idea perché è rivolta al genere umano in assoluto.

I politici, al loro solito, si rimbalzano le responsabilità: la destra accusa la sinistra, la sinistra la destra, il centro accusa entrambi. Entrano in ballo i centri sociali (che non amo perché li considero come i sindacati per i lavoratori) che fomentano questi poveracci con parole illusorie.

La verità è che, nel 2017, è impensabile considerare che un essere umano viva all’avventura come se fosse un anonimo Bear Grylls. È impensabile e disumano.

In tv ho sentito troppe parole e poche proposte e, stando la situazione, oggi mi starebbe bene anche un «non sappiamo come risolvere la situazione» da parte di chi sta nella sala dei bottoni.

Perché è questo il vero nocciolo della situazione, i politici non sanno (o non vogliono sapere) come risolvere i problemi. E spesso le scelte che fanno sono sbagliate, impopolari, inique.

Si è parlato di un decreto che obblighi le istituzioni, prima di uno sgombro, a dover trovare un’altra sistemazione per chi subisce. E poi la signora di 95 anni viene buttata in mezzo ad una strada perché il container dove si è rifugiata dopo il terremoto e che oramai è diventata a tutti gli effetti la sua casa… non è in regola.

Ma la mente degli italiani è corta, non ricorderà nulla di quello che è successo a Roma. I centri sociali torneranno a parlare, i politici torneranno a parlare, le istituzioni torneranno a fare finta di nulla… ed essere umani torneranno a vivere come animali, alla faccia della parola “dignità”.

E l’unica cosa che veramente, in tutta questa storia, verrà dimenticata (ma in Italia funziona così), è la fondamentale e sacrosanta illusione che le regole vanno rispettate.

Perché non si può occupare uno stabile, rubare una proprietà, e poi rivendicare i diritti che non esistono. Non può farlo nessuno, nessuno ha una giustificazione per questo atto, e nessuno deve difendere chi delinque. Perché altrimenti tutto dovrebbe essere permesso e giustificato, omicidio compreso

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