Quanto non mi piace quello che sto per scrivere.

Ma al tempo stesso, quanto non mi piace rendermi conto di quello che è diventato il mondo del lavoro, questa cosa “strana” che tutti vogliono, che tutti chiedono, che tutti sperano, ma che poi viene bistrattato come il peggiore dei mali possibili.

Non da tutti, diciamoci la verità, ma da molti si.

Io lavoro in un’Azienda che ci tratta bene, rispetta il nostro lavoro, capisce le esigenze anche quando deve fare i conti con i consulenti finanziari che vorrebbero tagli e riduzioni: la mia Azienda è lì che si ricorda che dietro una matricola, esiste una persona che ha una famiglia, una storia, un pensiero.

Poi accade di trovarti di fronte ad un coglione (ho cercato di trovare termini adatti più educati ma non ci sono riuscito) che, alla pretesa di un tecnico di venir pagato dopo diversi anni, si è sentito rispondere

pretendi pure di essere pagato per un lavoro che non hai fatto

quando poi il modo per dimostrare che questo lavoro era stato fatto realmente, c’era.

Ho visto la rabbia negli occhi del collega, la delusione, l’amarezza. Un mix di sentimenti che potrebbero sfociare anche con un gesto violento contro questo “datore di lavoro” e che sarebbero giustificati sotto ogni punto di vista.

Il mio collega, i soldi, li prenderà, in un modo oppure in un altro. La domanda vera è quando prenderà questi soldi.

Per ora si è rivolto ad un avvocato, questo ha compiuto i primi passi, ma la giustizia è lenta, delle volte non si ricorda le cose, i tempi poi sono adatti a chi è in malafede. L’ufficiale giudiziario è pronto a partire, ha già ottenuto un decreto di pignoramento, ma…

Pensare che la cosa poteva risolversi in maniera differente, magari con il “datore di lavoro” che diceva

amico mio scusami, i soldi li avrai un po’ alla volta perchè ora non ce li ho. Sai, tutto il lavoro è stata una remissione ma comunque è giusto darti quello che ti spetta.

Ed il mio amico non avrebbe fatto problemi, magari si sarebbe stranito, ma di fronte alla sincerità intellettuale, cosa mai potrebbe fare.

Quando ero libero professionista, per 18 messi la RAI non mi pagò le fatture, facendomi cumulare un credito di 50.000€ ma anche diversi debiti anche nei confronti dello Stato. Devo dire che la Banca non si comportò da carogna con me, avevo un bravo direttore, ma i soldi non si possono creare dal nulla ed ogni tanto mi chiamava perchè c’era la necessità di allargare il fido.

Ma avevo anche dei doveri e quindi andai da ogni fornitore che doveva essere pagato con un assegno in mano, dicendogli che era scoperto ma che non potevo negargli i soldi che gli spettavano. Nessuno di questi fornitori incassò l’assegno ed immaginate la mia contentezza quando vidi il bonifico accreditato sul conto, di poterli chiamare e dirgli che finalmente potevo fare il mio dovere.

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