La vita è una cosa veramente strana.

Ci svegliamo la mattina e non capiamo se odiamo oppure amiamo il mondo che troviamo davanti alla nostra vista annebbiata. Ci alziamo ed andiamo a fare il caffè ancora chiedendoci se poi torneremo a letto o ci lanceremo in quel campo di battaglia che è la quotidianità.

E poi, quando ci troviamo in una situazione diversa dalle regole di ogni giorno, ci fermiamo a goderci quel momento; una serata fuori in trasferta, in una piazza dove sei in compagnia delle statue, pensando in quale momento preciso abbiamo deciso di definire le parole “amore”, “vita”, felicità”, “perfezione”.

Ti trovi a credere di essere un filosofo, ti senti un moderno Socrate pronto a bere la tua tazza di cicuta, e ti fai domande.

Ci chiedi cosa pensa il ragazzo che passa con gli amici, con in testa la corona d’alloro del novello laureato. Quali sono le sue aspettative, cosa farà domani, cosa prova in quel momento. Vorresti alzarti a stringergli la mano pensando di fargli una cosa gradita ma al tempo stesso vorresti dirgli che forse ha perso il suo tempo.

Ed intanto la piazza è tornata nuovamente vuota.

Ti chiedi quando abbiamo definito la necessità di amare, di donarci ad un’altra persona, di mettere la nostra testa sul suo cuore per sentirci protetti. Ti chiedi perchÉ l’amore è così strano, perchÉ esiste e perchÉ tutti ne parlano.

E la piazza resta vuota.

E poi senti il suono del cellulare, lo guardi e vedi una foto dei tuoi figli che dormono insieme. In due hanno neanche 10 anni. La bimba ha 60 giorni, il maschietto di giorni ne ha 3225. Ogni giorno è una esperienza, una lotta, una nuova conoscenza.

Ed ogni giorno è differente ad un altro.

Ma questa sera, i giorni di differenza non contano. Conta che per dormire, per far scattare un nuovo giorno, per affrontare il percorso della notte, i due hanno deciso di farlo insieme, con i volti vicini, i respiri uniti e le menti in inconsapevole sintonia.

Sono due innamorati, fratello e sorella che si giurano eterno amore. Ma non di quello dei film, con la musica ed i titoli di coda. Sono due anime che si regalano a vicenda, che si promettono di viversi insieme come complici. Cresceranno fra tanti giorni, saranno adulti, troveranno un marito ed una moglie, avranno figli ma il loro amore (di fratelli) non potrà mai morire.

Se la perfezione è di Dio, i bambini sono angeli che non volano, non hanno ali, ma possono lo stesso compiere quel piccolo miracolo che è la vita.

E davanti a questo spettacolo, capisci che la vita poi non è così brutta. Capisci il momento in cui non il genere umano, ma TE hai capito cosa significa amore. Capisci che quella piazza di Napoli dove ti trovi, non è vuota, ma è pieno dell’impronta di tanti angeli che lì vanno a vivere, a giocare, a piangere per una caduta oppure a sporcarsi la faccia con il gelato.

E quando pensavi che il mondo può cambiare, sei sicuro che lo sforzo, in fondo in fondo, non è poi così gravoso.

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