Un cartello, un’indicazione, una citazione, dubbi e paure istigati nell’ignoranza: non vaccinarti.
Perché? Perché una sentenza di giudici ha stabilito che i vaccini possono portare conseguenze spesso anche gravi. Giudici, non medici.
I miei figli sono stati vaccinati, sia con i sieri obbligatori ma soprattutto con quelli facoltativi; io non sono un medico, non mi affido al Dottor Google e neanche all’amico che sa tutto perché ha letto qualche cosa su Facebook.
Mi affido alla medicina, alla tecnologia, alla coscienza di Ippocrate di qualcuno che studia, capisce, elabora ed affida il proprio operato all’umanità.
E perché questo deve metterlo in dubbio un ignorante come me?
Si citano 78 morti sospette, possibilmente causati dai vaccini, negli ultimi 3 anni e, in base alla statistica, il tasso non è poi così malaccio, calcolando quanti bambini vengono vaccinati ogni giorno.
Poi, biologicamente, nulla impedisce al corpo umano di reagire in maniera sbagliata nei confronti di una cosa innocua. Ad esempio mio figlio Marco è intolletante alla tachipirina, e questo la dice lunga su come può reagire un composto chimico nell’organismo.
I genitori non vogliono vaccinate i figli: permettiamolo, hanno la patria potestà e rispondono loro dell’incolumità dei bambini. Se un domani moriranno per colpa di un morbillo o di una rosolia, vorra dire che nelle sedi opportune ne pagheranno le conseguenze. Se poi dovessero essere il ceppo scatenante di epidemie, pagheranno in sedi opportune con pene più aspre.
Ma non vorrei che come sempre in Italia, il discorso del non vaccinarsi, sia un modo di accaparrarsi un consenso politico, come nel caso di Michele Emiliano in Puglia, pronto a dare assistenza legale alle famiglie che volevano ricorrere contro l’obbligo delle vaccinazioni, a spese dei contribuenti e con il palese scopo di prendere voti.
Esisterà mai un vaccino contro la stupidità; magare nel principio evolutivo di Mendel, un domani qualche cosa cambierà.

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